Weaving Olden Patterns: March 2014

Sunday, 30 March 2014

Vacanza / Holiday

Ebbene sì, dopo tanti mesi riesco a concedermi una vacanza. Ho un sacco di progetti in mente e ho bisogno di tempo per svilupparli al meglio, perciò oggi parto per passerò una quindicina di giorni in uno dei miei luoghi dell'anima, tanto diverso e per certi versi tanto simile al posto in cui vivo... 
Avrò accesso limitato alla rete perciò non riuscirò a venirvi a trovare e a lasciare commenti sui vostri post, e per questo mi scuso in anticipo, ma prometto che recupererò appena rientrata!! Potrò comunque a controllare le mail, perciò se vorrete contattarmi scrivetemi e vi risponderò entro 24-48 ore.
Auguro a tutte voi due splendide settimane creative, in attesa di risentirci con tante novità!

Yeah, after many months I'm finally allowing myself to go on a holiday. I've got lots of projects in my mind and I need time to develop them the best I can, so I'm leaving today to spend a couple of weeks in one of my soul's places, so different and somehow so similar to where I live... 
I'm going to have limited access to the web, so I won't be able to visit your blogs and to comment on your posts, I apologize, but I'll catch up as soon as I'm back, I promise!! I'll be able to check the e-mails anyway, so if you want to contact me write me all the same, you'll get an answer within 24-48 hours.
I wish you all two wonderful creative weeks, I'll be back with lots of news!


Friday, 28 March 2014

Eccolo qui! / Here's to you!

Nel mio ultimo post vi avevo fatto vedere un lavoro iniziato da poco e ancora da terminare, oggi vi rivelo in che cosa si è trasformato, perciò... eccolo qui!

In my last post I showed you a work in progress that was yet to be finished, and today I show you what's come out of it, so... here's to you!


Ho trasformato quei bei gomitoli di cotone cablé colorato in un foulard per la bella stagione! 
Sono veramente soddisfatta del risultato, anche se l'effetto è in larga parte merito delle sfumature di questo filato... cosa ne dite, vi piace?

I've turned those nice colourful cotton balls into a foulard to wear in the warm season!
I'm really satisfied with this item, although the credit for this lovely effect largely belongs to this yarn's shades... what do you think, you like it?

Congratulazioni alle "vincitrici" del mio indovinello, Anna e Nata!
Grazie a tutte voi che commentate i miei post - e benvenute alle nuove amiche! : )

Congratulations to the "winners" of my riddle, Anna and Nata
Thanks to all of you who leave a comment on my posts - and welcome to my new friends! : )

Se vi piacerebbe indossarlo, trovate questo foulard primaverile nel mio shop, o se preferite potete contattarmi via e-mail.

If you'd like to wear it, you can find this foulard for sale in my shop, or you can send me an e-mail.

Monday, 24 March 2014

Indovinello... / Riddle me this...

Sabato mattina ho comprato i miei primi gomitoli di cotone, incoraggiata dalla bella stagione che si avvicina a grandi passi (ieri ha nevicato, ma questo è un altro discorso). Per il mio primo lavoro ho scelto un filato piuttosto spesso, e per il colore mi è bastato guardarmi intorno per trovare l'ispirazione nei meravigliosi colori della primavera. 
Devo dire che procede a meraviglia, ho già usato due gomitoli su tre che ne avevo... indovinate cosa sto tessendo? 

Saturday morning I bought my very first cotton balls, encouraged by the incoming warm season (yesterday here it snowed, but nevermind it). For my first cotton item I chose a pretty thick thread, and for the colours I just took a look around at the marvelous colours of Spring and there I found my inspirations. 
I have to say that it's proceeding wonderfully, I've already used two out of three balls I had... can you guess what am I weaving?


Saturday, 22 March 2014

Buona Primavera! / Happy Springtime!

Qualche foto dei fiori dei miei monti per augurare a tutte voi un buon inizio di Primavera...

Some photos of the wild flowers from my mountains to wish you all happy Springtime...






Thursday, 20 March 2014

Arriva la Primavera / Spring is coming

Domani, lo sapete tutti, è il primo giorno di Primavera. Un giorno tanto atteso dopo i rigori dell'inverno, per quanto quest'anno la stagione fredda sia stata mite. Arriva il tempo delle energie ritrovate, delle idee che nascono e crescono come i fiori che sbocciano nei prati e sui rami degli alberi. Si avvicina la metà luminosa dell'anno, e la rinascita della terra e dei nostri spiriti ne è un primo segnale. Alla vigilia di questo giorno speciale condivido con voi uno degli ultimi lavori pensati per il freddo: un paio di guanti senza dita da indossare nelle giornate di primavera in cui ci sarà il sole ma l'aria sarà pungente, o la neve lascerà il posto alla pioggia e all'umido. Non so voi, ma io patisco molto il freddo alle mani, perciò uso i guanti per tanti mesi all'anno, non solo in pieno inverno. Per chi è come me ho creato questi guantini nei toni dei fiori di campo che cominciano a colorare il nuovo verde dei miei monti...
Alcune di voi forse ricorderanno uno dei miei primi post in cui vi mostravo un paio di guanti regalati a Natale (qui)... questa lana mi è piaciuta talmente tanto che ho deciso di lavorarla nuovamente, questa volta per creare qualcosa di più primaverile...

Tomorrow, as you all know, is the first day of Spring. This is a much awaited day after the cold Winter, though this year it's been a mild season. Now comes the time of new-found energies, of ideas that come to life and grow just like the flowers that bloom in the meadows and on the branches. The bright half of the year is nearing, and the rebirth of the earth and of our spirits is a first signal of this. On this special day's eve I want to share with you one of the last works I've made for cold days: a pair of fingerless gloves to wear during those spring days when there's the sun but the wind is still biting, or when the snow will make way for the rain and the dampness. I don't know about you, but my hands are very sensitive to cold temperatures, so I usually wear gloves for many months during the year, not only in the middle of Winter. For those who are like me I've made these small gloves, choosing a yarn in the shades of the wild flowers that are beginning to colour the new green on my mountains...
Some of you might remember on of my first post where I showed you a pair of gloves I made as a Xmas gift (here)... I liked the yarn so much that I decided to work with it once more, this time to create something more springy...


Se vi piacciono questi guanti coloratissimi potete trovarli nel mio shop, o se preferite potete contattarmi via e-mail.

If you like this multi-coloured fingerless gloves you can find them for sale in my shop, or you can send me an e-mail.

Monday, 17 March 2014

Edera / Ivy

Un paio di weekend fa sono andata a passeggiare in un luogo vicino al mio bosco che amo particolarmente. Sul sentiero che ho percorso la neve era ancora alta, dove era più morbida ci si affondava quasi fino al ginocchio, e dopo poco che camminavo è iniziato a nevicare. Sono arrivata a una minuscola borgata che d'inverno è completamente disabitata, un luogo incantato, in mezzo a un fitto bosco di castagni secolari. Mentre scattavo le mie foto sono scese le nubi dalle cime dei monti circostanti, e mi sono trovata circondata dal bianco. Si vedevano distintamente solo i tronchi imponenti dei castagni, guardiani di un regno che durante l'inverno resta inaccessibile all'uomo. Più in là di così infatti non si riusciva a proseguire, perciò sono tornata indietro, uscendo dal silenzio ovattato delle nuvole. Sulla via del ritorno ho scorto un muro ricoperto di edera che alla salita mi era sfuggito, e ho approfittato delle belle foglie verdissime per fotografare questa mia creazione, uno degli ultimi scaldacolli della stagione. Oggi c'è una temperatura esagerata, ma nella mia idea questo capo doveva servire per i giorni di passaggio tra l'inverno e la primavera, quando comincia a spuntare il verde ma il gelo dei mesi freddi si fa ancora sentire... forse quest'anno non servirà, ma realizzarlo è stato divertente, soprattutto la ricerca dei bottoni da abbinare...

A couple of weekends ago I took a walk in a place near my wood that I particularly love. The path I took was still covered with high snow, and where the snow was softer I discovered it was knee-deep. After a while it also began to snow. I finally arrived to a really small village that is completely uninhabited during the Winter, an enchanted place in the mid of a thick chestnut wood of centuries-old trees. As I took some photos the clouds came down from the top of the mountains around, and I found myself surrounded by white. The only thing I could distinctly see were the majestic trunks of the chestnuts tree, the guardians of a reign that in Winter time remains inaccessible to men. It wasn't possible to go any further, in fact, so I went back and came out of the muffled silence of the clouds. On my way back I noticed a wall covered with ivy, so I decided to use the beautifully green leaves to take some pics of this creation of mine, one of the last neckwarmers of the season. Today we're having excessively hot weather again, but in my mind this item was to be worn during these days between Winter and Springtime, when you begin to see the green around but you still feel the cold of the past months... maybe this year it won't be of use, but I had fun anyway making it, especially looking for the buttons to match with it...


Se vi piace questo scaldacollo primaverile potete trovarlo nel mio shop, o se preferite potete contattarmi via e-mail.

If you like this springy neckwarmer you can find it for sale in my shop, or you can send me an e-mail.

Aggiungo un paio di foto del posto di cui vi ho parlato, purtroppo le condizioni meteo non hanno reso facili gli scatti, ma questi dovrebbero rendere l'atmosfera che vi ho descritto...

I'll add a couple of photos of the place I've talked about, unfortunately the weather made it a little difficult to take good pics, but I think these captured the feeling I described in my post...



Friday, 14 March 2014

Il mio mese / My month

Sento Marzo come il mio mese per diverse ragioni. La prima, la più scontata, se vogliamo, è il mio compleanno, che cade tra 7 giorni esatti, il 21, il giorno dell'equinozio di primavera. Gli altri motivi sono meno ovvi per chi non mi conosce, ma io mi rispecchio nell'imprevedibilità e nella variabilità del mese matto per eccellenza, caratterizzato dal contrasto tra i freddi ancora duri dell'inverno e il tepore della rinascita che preannuncia la primavera. Qui sui miei monti poco più di una settimana fa nevicava abbondantemente, mentre da un paio di giorni un caldo esagerato per la stagione sta facendo la gioia delle piantine, che crescono a vista d'occhio. Questi sono i piccoli crochi che avevo piantato più o meno un anno fa, che stamattina mi hanno salutata così... 
Buon weekend e una buona seconda metà di Marzo, con la speranza che la follia di questo mese vi porti tante idee originali e tanta voglia di creare...

I feel March as my month for various reasons. The first one, probably the most obvious, is my birthday, which takes place in 7 days, on the 21st, the day of the Spring Equinox. Other reasons are less evident to those who don't know me, but I have a feeling with the crazy month's unpredictability and variability. March is torn between Winter's cold and rebirth's warmth, announcing the coming of Spring. Here on my mountains just about 10 days ago it was snowing heaviliy, while from a couple of days we're experiencing out of season high temperatures, to the plants' happiness. These are the small crocuses I planted about a year ago wishing me a nice day this morning...
I wish you all a great weekend and second half of March, hoping this month's madness brings you many original ideas and a lot of creativity...


Monday, 10 March 2014

E voi danzereste con le fate? / Would you dance with the fairies?

Oggi vorrei condividere con voi una lirica di uno dei miei autori preferiti, il poeta irlandese W.B. Yeats. Di questa poesia amo in particolar modo l’atmosfera magica che si viene a creare quando la si legge, mi ha sempre dato l’impressione di essere trasportata in un altro luogo man mano che scorrono le parole.
Le protagoniste della storia narrata sono le fairies, le creature fatate che popolano le colline d’Irlanda, non dissimili da quelle che si possono incontrare sui nostri monti. L’origine delle fairies non è certa: secondo alcuni sono antiche divinità, secondo altri spiriti della terra… quello che è certo è che non hanno una dimensione precisa, poiché a causa del loro carattere capriccioso possono cambiare aspetto a preferenza, e anche per quanto riguarda il comportamento non c’è un atteggiamento costante, poiché varia a seconda delle circostanze. Ad esempio, durante le tre grandi celebrazioni dell’anno, Beltane, la Mezza Estate e Samhain danzano e festeggiano, ma anche in queste occasioni possono essere sgarbate e paralizzare uomini e carri con i loro dardi incantati, oppure rapire un umano, spesso un bambino. In questo caso si parla di changeling, ovvero lo scambio di un bambino umano con uno fatato malato oppure con un ceppo incantato che di lì a poco “muore”, ingannando così i genitori che ritengono sia loro figlio a morire. Chi viene portato via invece è felice, vive secondo gli usi delle fairies, con abbondante cibo, musica e danze. L’abitudine di cercare di convincere i bambini umani ad unirsi alle loro danze e ai loro giochi è un tratto che accomuna le fairies della lontana Irlanda con quelle delle nostre terre, ed è proprio un avvenimento simile che viene narrato da Yeats in questa poesia. Un altro elemento in comune è quello di indossare un berretto, sovente di colore rosso. Il rosso è da sempre il colore della magia, perciò non stupisce che sia stato scelto da queste creature per i loro allegri copricapo. Con le misteriose fairies in mente ho realizzato questa cuffia, che sarebbe davvero adatto da indossare durante una danza invernale intorno a un falò.
Aggiungo che in questa lirica si trova l’ispirazione del titolo del mio blog: “weaving olden patterns” deriva infatti dal verso “weaving olden dances” (“intessendo antiche danze”) della seconda strofa di questa poesia.

Il fanciullo rapito
 
Là dove gli alti monti | Di Sleuth Wood si bagnano nel lago, | Là si trova un’isola verde  | Dove sbattendo le ali gli aironi svegliano | I sonnolenti topi d’acqua; | Là abbiamo nascosto le nostre tinozze incantate, | Colme di bacche | E delle più rosse ciliegie rubate. | Vieni via, fanciullo umano! | Verso le acque e le terre selvagge | Con una fata, mano nella mano. | Poiché al mondo vi è più dolore di quanto tu possa comprendere. || Là dove l’onda del chiaro di luna fa brillare | Le opache sabbie grigie, | Lontano, presso Rosses, | Noi danziamo tutta la notte, | Intessendo antiche danze, | Intrecciando le mani ed intrecciando gli sguardi | Fino a che la luna non vola via; | Avanti e indietro saltiamo | E cerchiamo le bolle spumeggianti, | Mentre il mondo è pieno di dolori | E ansioso dorme. | Vieni via, fanciullo umano! | Verso le acque e le terre selvagge | Con una fata, mano nella mano. | Poiché al mondo vi è più dolore di quanto tu possa comprendere. || Dove l’acqua girovaga zampilla | Dalle colline sopra Glen-Car, | In pozze tra i salici | Dove neanche una stella potrebbe bagnarsi, | Cerchiamo le trote dormienti | E sussurrando loro all’orecchio | Ne turbiamo i sogni; | Sporgendoci lievemente | Dalle felci che fanno cadere le loro lacrime | Sui giovani ruscelli. | Vieni via, fanciullo umano! | Verso le acque e le terre selvagge | Con una fata, mano nella mano. | Poiché al mondo vi è più dolore di quanto tu possa comprendere. || Viene via con noi, | Il fanciullo dallo sguardo solenne: | Non udirà più i muggiti | Dei vitelli sul tiepido fianco della collina. | Né la teiera sul focolare | Cantare la pace nel suo petto; | Né vedrà i topi scuri | Tutt’attorno alla dispensa. | Perché viene, il fanciullo umano, | Verso le acque e le terre selvagge | Con una fata, mano nella mano. | Poiché al mondo vi è più dolore di quanto egli possa comprendere.

La traduzione italiana del testo è opera mia, mentre molte delle notizie sulle fairies provengono da due raccolte di racconti della tradizione irlandese compilate dello stesso Yeats, “Fairy and Folk Tales of Ireland” e “Fairy And Folk Tales Of The Irish Peasantry” (qui in inglese). Potete anche ascoltare una splendida versione musicata di questa poesia qui.



Today I’d like to share with you a poem written by one of my favourite authors, Irish poet W.B. Yeats. What I love about this poem is the magical atmosphere that surrounds me when I read it, it always gives me the feeling to be travelling to another place as the words go by.

The main characters of this story are the fairies, the magic creatures who live on Ireland’s hills, not too different from those you can meet on our mountains. Fairies’ origin is uncertain: some say they’re ancient gods and goddesses, according to others they’re the spirits of the earth… what is certain is that they don’t have a specific dimension, as they can change their looks according to their capricious nature, and their behavior changes with the circumstances. For example, during the year’s three main celebrations, Beltane, Midsummer e Samhain they dance and celebrate, but on these occasions they can also be rude and use their enchanted darts to paralyze men and carts, or they can decide to kidnap a human being, more often a child. This is called a changeling, and it’s the change between a human child and an ill fairy one or a charmed wood log that dies some time afterward, misleading the parents who think it was their kid to die. Those who get carried away on the contrary are happy, as they live the life of the fairies, with lots of food, music and dances. This habit of trying to convince human children to dance and play along is a common feature in both Irish and our fairies, and this is just what happens in Yeats’ poem.

Another thing these fairies have in common is that they all wear particular hats, and these hats are often red. That’s not surprising, as red has always been the colour of magic, so it’s natural that these creatures chose it to make their merry hats. Mine was made with the mysterious fairies in mind, and I think it would suit a winter dance around a bonfire.

I’ll add just one more thing: my blog’s title comes from this poem. “Weaving olden patterns” comes from “weaving olden dances”, in the second verse.

The Stolen Child

Where dips the rocky highland | Of Sleuth Wood in the lake, | There lies a leafy island | Where flapping herons wake | The drowsy water rats; | There we've hid our faery vats, | Full of berrys | And of reddest stolen cherries. | Come away, O human child! | To the waters and the wild | With a faery, hand in hand. | For the world's more full of weeping than you can understand. || Where the wave of moonlight glosses | The dim gray sands with light, | Far off by furthest Rosses | We foot it all the night, | Weaving olden dances | Mingling hands and mingling glances | Till the moon has taken flight; | To and fro we leap | And chase the frothy bubbles, | While the world is full of troubles | And anxious in its sleep. | Come away, O human child! | To the waters and the wild | With a faery, hand in hand, | For the world's more full of weeping than you can understand. || Where the wandering water gushes | From the hills above Glen-Car, | In pools among the rushes | That scarce could bathe a star, | We seek for slumbering trout | And whispering in their ears | Give them unquiet dreams; | Leaning softly out | From ferns that drop their tears | Over the young streams. | Come away, O human child! | To the waters and the wild | With a faery, hand in hand, | For the world's more full of weeping than you can understand. || Away with us he's going, | The solemn-eyed - | He'll hear no more the lowing | Of the calves on the warm hillside | Or the kettle on the hob | Sing peace into his breast, | Or see the brown mice bob | Round and round the oatmeal chest | For he comes the human child | To the waters and the wild | With a faery, hand in hand | From a world more full of weeping than he can understand.

You can read more about the Irish fairies in "Fairy and Folk Tales of Ireland" and "Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry (here in English), both collections compiled by Yeats himself. You can also listen to a beautiful musical version here.



Se vi piacerebbe indossare questo cappello per danzare con le fairies potete trovarlo nel mio shop, o se preferite potete contattarmi via e-mail.

If you’d like to wear this hat to dance with the fairies you can find it for sale in my shop, or you can send me an e-mail.

Saturday, 8 March 2014

Per voi / For you

Buona Festa della Donna a tutte voi, mie care donne creative...

Happy International Women's Day to all of you, my dear creative women...


Thursday, 6 March 2014

Una strana pecora / A strange sheep

Un po' di tempo fa vi avevo parlato del primo paio di guanti che ho realizzato (qui). All'epoca in cui avevo scelto la lana per quei guanti ero molto inesperta e non avevo idea di quanta me ne sarebbe servita, perciò ho abbondato, così mi è avanzato un intero gomitolo intatto. L'effetto di questa lana bouclé mi piaceva troppo per lasciarla da parte a lungo, infatti pochi mesi dopo sono andata a cercare quel gomitolo e l'ho usato per creare questo ampio scaldacollo. Mi sono divertita molto a lavorare il filato, e man mano che proseguivo nel lavoro continuavo a pensare a quanto somigliasse al vello di una pecorella, con tutti quei ricci intricati. Non esistono pecore color vinaccia, dite? E' pur vero, ma questo pensiero non mi ha più lasciata, perciò è con orgoglio che vi presento il mio primo scaldacollo da pecora viola!

Some time ago I've written about the first pair of fingerless gloves I've ever made (here). When I chose the wool for those gloves I was just a beginner and I had no idea how much wool I had to buy, so I bought too much and a whole ball remained untouched. As I really liked the bouclé effect of this wool, though, it didn't last long; in fact, just a few months after I searched for that ball and I used it to create this big neckwarmer. I had lots of fun crochetting it, and as the work went on I kept thinking how it reminded me of a sheep's fleece, with all those tangled curls. There are no red-purple sheep, you say? True indeed, but this idea hasn't left me, so I proudly present you my first red-purple sheep neckwarmer!

 
Se vi piace questo scaldacollo potete acquistarlo tramite il mio shop o contattandomi via e-mail.

If you like this neckwarmer you can buy it on my shop or you can contact me via e-mail.

Monday, 3 March 2014

Harlequin

Lo ammetto, non ho mai amato il Carnevale, a parte per le bugie (o chiacchiere, o zeppole...) che prepara mia mamma. Eppure quando qualche settimana ho visto un unico gomitolo di tante sfumature diverse e l'ho comprato d'impulso, guidata da un pensiero nitido: Arlecchino. Forse erano i colori della lana a ricordarmi il costume tipico della maschera, non lo so, ma dal momento in cui ho preso in mano quel gomitolo sapevo cosa sarebbe diventato, e ovviamente quale sarebbe stato il suo nome una volta trasformato. Non sapendomi spiegare questa ispirazione insolita sono andata a leggere qualche notizia su Arlecchino, che conoscevo solo in qualità di maschera della Commedia dell'Arte, e ho trovato alcune informazioni davvero interessanti.
Pare infatti che questa figura abbia origini lontane e risalga ai tempi in cui l'Europa era pagana. In quei secoli lontani si credeva che durante festività come Samhain gli spiriti dei defunti tornassero a camminare sulla Terra e che alcuni di loro si riunissero per la rituale Caccia Selvaggia. Gli aspetti di queste credenze sono molto complessi e andrebbero approfonditi a parte, ma per tornare ad Arlecchino, sembra che etimologicamente il suo nome sia riconducibile alle Hellequins (o Herlequins), donne che cavalcavano durante la Caccia insieme alla dea nordica dell'oltretomba, Hel. Solo successivamente, a contatto con la cultura francese, Hel si trasforma nel re Herla o Herlequin, il re degli elfi. Fu l'avvento del Cristianesimo a dare un'accezione negativa a questa figura, riducendola ad una sorta di demone sciocco da esorcizzare tramite la burla.
Ci sarebbe da aggiungere tanto altro, ma non vi voglio annoiare: in fondo sono giorni di festa. Vi lascio con l'augurio di divertirvi, e magari mentre ridete per qualche scherzo ben riuscito rivolgete un pensiero ad Arlecchino. Provate a dimenticare la grottesca maschera popolare e immaginate invece una giovane che cavalca libera nelle remote foreste del nord, incurante della neve che le sferza il viso, beata del vento che gioca con i suoi capelli; oppure pensate al Signore degli Elfi e alla Signora dell'Oltremondo, che regnano saggiamente sorridendo delle buffe paure degli uomini, che per timore della morte la mettono in ridicolo riducendola ad una mascherata di demoni chiassosi e sciocchi.

I'll admit it, I've never ever loved Carnival, save for my mum's "bugie" (a kind of fried sweet muffin we cook here), but when some weeks ago I saw this many-coloured yarn I immediately bought it, driven by one thought: Harlequin. It may have been the colours that reminded me of the mask's dress, I don't know, but when I took that yarn I knew what it would have become, and of course I knew how I was gonna name it afterward. Since I couldn't explain to myself this unusual inspiration I had, I searched about Harlequin, which I only knew as a character from the Commedia dell'Arte, and I found some really interesting notions.
It seems that this character comes from long long ago, from the times when Europe was pagan. During those times it was a common belief that during special festivities such as Samhain the spirits of the dead came back on Earth, and that some of them gathered for the ritual Wild Hunt. These traditions are complex and deserve a chapter of their own, so back to Harlequin: etymologically, this name comes from "Hellequins" (or "Herlequins"), women who used to ride with Otherworld's Nordic goddess Hela during the Hunt. Afterward, after coming into contact with French culture, Hel became king Herla, or Herlequin, the King of the Elves. It was Christian religion that gave this figure a negative meaning, downsized to a silly demon that could be exorcised through pranks and tricks.
There'd be much more to add, but I don't want to bore you: these should be merry days, after all. I wish you a happy time, and maybe as you laugh after some funny prank think for a moment about Harlequin. Try to forget the grotesque popular mask and imagine a young woman riding free through distant North forests, not giving a thought to the snow whipping her face, content with the wind that plays with her hair; or think about the Lord of the Elves or the Lady of the Otherworld, both wisely ruling their reigns as they smile at the foolish fears of men who, being afraid of death, ridicule her and reduce her to a masquerade of noisy and idiot demons.


Lo scaldacollo che ho realizzato è in vendita. Se siete interessate lo trovate nel mio shop di Artesanum, oppure potete contattarmi via e-mail.

The neckwarmer I've made is for sale. If you're interested you can find it in my Artesanum shop, or you can contact me via e-mail.

Sunday, 2 March 2014

Finalmente! / Finally!

E' stato un percorso lento, in parte anche per colpa delle mie esitazioni, ma finalmente è ufficiale:
Il mio negozio su Artesanum

La bottega è ancora in fase di costruzione, man mano compariranno nuovi prodotti, in ogni caso per me è stato un passo importante, e spero mi porterà bene... Ho ricevuto tanto incoraggiamento da parte di chi mi conosce e anche da parte delle mie lettrici, senza tutte le belle parole che avete dedicato alle mie creazioni non avrei trovato il coraggio per fare questo tentativo. Perciò vi ringrazio tutte una volta di più per il supporto, e vi auguro un buon inizio di settimana.

It's been a slow path, also because of my many hesitations, but it's finally official: my shop is open on Artesanum!

Il mio negozio su Artesanum

My shop is still under construction, day after day new products will appear, but this has been an important step for me, and I hope it'll be a lucky one... I've received a lot of support from people who know me and from my readers as well - without all the nice words you dedicated to my creations I may have never found the courage to make an attempt at this. So thank you all once again, I hope this next week will be a great one for all of you.